beowolf


L’opera inizia con la costruzione di una gigantesca dimora per ordine di re Hrothgar, un re danese, a Heorot, detto. Questo meraviglioso edificio attira l’attenzione di Grendel, il cosiddetto “vagabondo delle marche”, che è un mostro sanguinario e enorme descritto indirettamente ma che probabilmente ricalca le sembianze di un troll, creatura appartenente alla mitologia nordica.

Studiate le abitudini e la quotidianità di chi vive dentro la reggia, Grendal comincia ad entrare ogni notte facendo vittime al suo passaggio.

Il re danese è disperato e non sa come fare perché la carneficina finisca ed è proprio in quel momento che al suo cospetto si presenta Beowulf, il nipote del re dei Geati, un popolo della Svezia meridionale. Anche di Beowulf non sono descritti i tratti in maniera precisa: ciò che si sa è che è un uomo giovane, fisicamente molto dotato con una statura e una forza sovrumane paragonabili a quelle di un gigante.

Scoperto che Grendel la bestia non può essere ucciso da armi forgiate per opera umana Beowulf decide di affrontare il temibile mostro a mani nude. Il combattimento è terribile e feroce ma grazie all’aiuto di alcuni uomini che immobilizzano Grendel, Beowulf riesce a strappare il suo braccio. Ferito a morte, il mostro torna a morire nella sua tana. Il braccio di Grendel viene appeso a una parete del castello del re come trofeo.

Dopo un’intera giornata di festa il palazzo del re danese viene nuovamente violato, stavolta per mano della madre di Grendel, creatura sanguinaria tanto quanto lo era lui. Descritta come una donna gigantesca e mostruosa, abita col figlio nella palude; anche stavolta Beowulf offre i suoi servigi recandosi lui stesso a incontrare la gigantessa nella sua tana, come in una discesa negli inferi, tornando anche stavolta vittorioso.

C’è della drammaticità, comunque, nella seconda impresa del protagonista; per affrontare l’Orchessa, infatti, Beowulf agisce da solo e utilizza armi e armature. La spada però, come prevedibile, non può scalfire la pelle del mostro in alcun modo. Beowulf riesce a vincere solo grazie a una spada non forgiata da mani umane che trova per una fortuita coincidenza nell’antro della tana del mostro; senza essa il protagonista sarebbe sicuramente morto cercando di battere la madre di Grendel.

Viene fuori che la spada è stata forgiata dalla mano dei giganti ed è perfetta per esaltare le doti fisiche di Beowulf, troppo grande per essere manovrata da un qualsiasi essere umano. Il sodalizio tra la spada e il protagonista durerà poco, però, per via del fatto che la spada si scioglie corrosa dal sangue delle due bestie, la madre e Grendel, il cui cadavere giace nella tana. A lui Beowulf mozza la testa per portarla via come trofeo.

Una volta tornato a casa Beowulf diventa re dei Geati e regna per ben cinquant’anni. Durante il suo dominio. Beowolf dovrà combattere contro suo figlio. Un drago di cui per ucciderlo si rompe un braccio per afferrare il suo cuore e farlo a pezzi. Alla fine l'amico diventa re e la maledizione continua

Commenti

Post popolari in questo blog

LA PERDITA

recensione

i Mitchell conto le macchine